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MCB, RCCB, RCBO: le Sigle Inglesi e i Nomi Italiani di Magnetotermico e Differenziale

Pubblicato il: Agosto 2026

Capita spesso, aprendo un catalogo tecnico ABB, Schneider o Gewiss, di trovarsi davanti a una sigla inglese stampata sull'apparecchio o sullo schema elettrico e non sapere subito a quale componente italiano corrisponda. In cantiere, però, nessun elettricista chiede "passami l'RCBO": si parla di magnetotermico, di differenziale, di salvavita. Il problema è che i due mondi — quello scritto sui prodotti e quello parlato sul lavoro — usano linguaggi diversi, e chi è alle prime armi rischia di perdersi proprio quando deve leggere un quadro elettrico o un documento tecnico. In questa guida mettiamo ordine: vediamo la corrispondenza tra le sigle internazionali e i nomi italiani, come si chiamano questi dispositivi nel linguaggio comune del mestiere, e come leggere correttamente il frontalino di un interruttore magnetotermico differenziale, dalla curva C16 alla soglia dei 30 mA.

📌 Punti chiave dell'articolo
  • MCB in italiano è il Magnetotermico (MT): protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti.
  • RCCB/RCD è il Differenziale puro (ID), il "salvavita" che protegge le persone dalle folgorazioni.
  • RCBO è il Magnetotermico Differenziale (MTD): unisce le due protezioni in un unico modulo.
  • Sul frontalino, i dati chiave da saper leggere sono la curva (es. C16), la soglia differenziale (es. 30 mA) e il potere d'interruzione (es. 4500 o 6000 A).

1. Le sigle internazionali e i nomi italiani a confronto

Le sigle inglesi nascono dalle norme internazionali (CEI EN, IEC) e sono quelle che trovi stampate sull'apparecchio, sulle etichette dei quadri prefabbricati e nei cataloghi dei produttori. I nomi italiani sono invece quelli usati nella pratica quotidiana, nei preventivi e nelle relazioni tecniche. Ecco la corrispondenza completa.

Sigla Inglese Sigla Italiana Nome Completo Cosa fa
MCB
Miniature Circuit Breaker
MT Interruttore Magnetotermico Protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti.
RCCB / RCD
Residual Current Circuit Breaker / Device
ID (o Puro) Interruttore Differenziale ("Salvavita") Protegge le persone da scosse e dispersioni verso terra.
RCBO
Residual Current Breaker with Overcurrent
MTD Magnetotermico Differenziale Unisce in un solo modulo MT + ID.
MCCB
Molded Case Circuit Breaker
Scatolato Magnetotermico Scatolato Come l'MCB ma per grandi potenze (industriali, contatori generali).
SPD
Surge Protective Device
SPD Scaricatore di Sovratensione Protegge gli apparecchi da fulmini e picchi di tensione.
AFDD
Arc Fault Detection Device
AFDD Rilevatore di guasto da arco elettrico Rileva le scintille interne ai cavi che possono causare incendi.

2. Come li chiama l'elettricista nel linguaggio comune

Nel lavoro di tutti i giorni, le sigle inglesi si vedono ma non si sentono quasi mai pronunciare a voce. Sul cantiere si dice:

💡 Come riconoscerli sul quadro di casa

Se sull'interruttore c'è solo una leva nera o blu con accanto un amperaggio (es. C16), è un Magnetotermico (MCB/MT). Se ha anche un piccolo tasto di prova con la lettera T (Test), è presente una protezione differenziale: si tratta di un Differenziale (RCCB) oppure di un Magnetotermico Differenziale (RCBO/MTD).

3. Guida passo passo alla lettura del frontalino

Prendiamo come esempio il caso più completo, un Interruttore Magnetotermico Differenziale (RCBO/MTD), e vediamo come leggere ogni indicazione stampata sul frontalino.

Curva e corrente nominale (es. C16)

La lettera indica la curva di intervento: la curva C è lo standard per uso civile, pensata per evitare scatti intempestivi durante i normali spunti di accensione degli elettrodomestici. Il numero è la corrente nominale, indicata con In, espressa in Ampere: rappresenta la corrente massima che l'interruttore lascia passare in modo continuativo. Nell'esempio, In = 16 A: se l'assorbimento supera questo valore per un tempo prolungato, la parte termica interviene e stacca la linea.

Soglia differenziale (es. IΔn 0,03 A)

Indica la sensibilità della protezione "salvavita". La sigla IΔn seguita da 0,03 A equivale esattamente a 30 mA: è il limite di sicurezza prescritto per proteggere le persone dai contatti indiretti, cioè dal contatto con una massa metallica accidentalmente in tensione per un guasto di isolamento.

Simbolo della classe del differenziale

Accanto al valore della corrente trovi un piccolo riquadro con un simbolo grafico. Una sola onda sinusoidale identifica il Tipo AC, sensibile solo a correnti di guasto alternate. Un'onda con sottostante una semionda pulsante identifica il Tipo A, oggi richiesto nella maggior parte delle installazioni moderne con apparecchiature elettroniche, inverter fotovoltaici, colonnine di ricarica o sistemi con raddrizzatori, proprio perché questi carichi possono generare correnti di guasto che il Tipo AC non è in grado di rilevare correttamente. La CEI 64-8 nona edizione, insieme alle guide applicative più recenti, conferma questa impostazione: dove il tipo di carico lo richiede, il Tipo AC non è più sufficiente e va preferito il Tipo A (o superiore, come il Tipo F o B nei contesti specifici che lo richiedono).

Potere di interruzione (es. 4500 o 6000)

Il valore racchiuso in un piccolo rettangolo, espresso in Ampere (4.500 A = 4,5 kA oppure 6.000 A = 6 kA), rappresenta la massima corrente di cortocircuito che l'interruttore riesce a interrompere in sicurezza senza danneggiarsi. Nelle abitazioni civili il valore minimo richiesto è tipicamente 4.500 A o 6.000 A, ma va sempre verificato in base al calcolo della corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione.

Pulsante di test (T)

È il tasto meccanico, spesso grigio o giallo, contrassegnato dalla lettera T. Premendolo si simula un guasto verso terra interno all'apparecchio: serve per verificare periodicamente — la buona pratica impiantistica raccomanda ogni 6-12 mesi — che il meccanismo del differenziale funzioni correttamente e non si sia bloccato nel tempo.

Diagramma di circuito

È lo schema elettrico in miniatura stampato sul fianco o sul fronte dell'apparecchio. Mostra i poli d'ingresso e uscita, la posizione del morsetto di Neutro (contrassegnato dalla lettera N) e la rappresentazione grafica dello sganciatore termico, di quello magnetico e del toroide differenziale.

⚠️ Errori comuni da evitare
  • Confondere Tipo AC e Tipo A: installare un differenziale Tipo AC su circuiti con carichi elettronici, inverter o colonnine di ricarica può lasciare l'impianto scoperto da guasti che il Tipo AC non rileva; verifica sempre il simbolo prima di montarlo.
  • Sottovalutare il potere di interruzione: scegliere un interruttore con potere d'interruzione inferiore alla corrente di cortocircuito presunta del punto d'installazione espone al rischio che l'apparecchio non riesca a interrompere il guasto in sicurezza.
  • Non premere mai il tasto T: un differenziale che non viene testato periodicamente può restare bloccato senza che nessuno se ne accorga fino al momento in cui servirebbe davvero.
  • Scambiare il Differenziale puro (ID) per un Magnetotermico Differenziale (RCBO/MTD): l'ID da solo non protegge i cavi da sovraccarico o cortocircuito, va sempre coordinato con un magnetotermico a monte o integrato in un blocco combinato.

G. Guzzi - La Norma Elettrica

Verifica quello che hai appena letto

1. Cosa indica la sigla RCBO nel linguaggio tecnico italiano?
2. Qual è la soglia di intervento differenziale tipica per la protezione delle persone (il "salvavita")?
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