Prese, Casse Bluetooth e Diffusori in Sauna: cosa dice davvero la CEI 64-8
Pubblicato il: Luglio 2026
Capita sempre più spesso: il cliente vuole la sua sauna domestica "smart", con la musica di sottofondo mentre suda. E la domanda arriva puntuale al tecnico installatore: si può portare una cassa Bluetooth dentro la cabina? Si può mettere una presa per ricaricarla? La risposta rapida è: no per le prese a 230 V e per le casse Bluetooth portatili a batteria, sì per i sistemi audio dedicati a bassissima tensione (SELV). Vediamo insieme perché, seguendo quanto stabilisce la Norma CEI 64-8 (Nona Edizione – Sezione 703), che regola proprio gli impianti elettrici negli ambienti con riscaldatori per saune.
1. Prese di corrente dentro la sauna: vietate, punto
Partiamo dal punto più semplice, perché la norma qui non lascia margini di interpretazione: la Sezione 703 della CEI 64-8 stabilisce che nessuna presa di corrente deve essere installata dentro la cabina della sauna. Nessuna eccezione.
Il motivo è puramente fisico, prima ancora che normativo. Dentro la cabina si combinano due fattori che da soli bastano a mandare in crisi qualsiasi presa domestica: le temperature molto elevate, che deteriorano plastiche e guarnizioni isolanti, e l'umidità o la condensa che si forma quando si getta l'acqua sulle pietre. Mettere una presa a tensione di rete, quindi a \(230\ \text{V}\), in queste condizioni significa esporsi a un rischio concreto di folgorazione e cortocircuito.
Se il cliente ha bisogno di alimentare qualcosa, la soluzione è una sola: la presa va spostata all'esterno della struttura della sauna, mai dentro.
2. Casse Bluetooth e impianti audio: due mondi diversi
Qui è dove nasce quasi sempre l'equivoco con il cliente, perché "cassa Bluetooth" per lui vuol dire una cosa sola, mentre per noi tecnici sono due categorie di prodotto completamente diverse, con esiti opposti.
A. La cassa Bluetooth portatile ricaricabile, quella di casa
Questa va tenuta fuori dalla sauna senza discussioni. Il problema non è tanto l'elettronica in sé, quanto la batteria: le batterie agli ioni di litio non tollerano temperature sopra i \(45\text{-}50\,^{\circ}\text{C}\). Dentro la cabina, dove si raggiungono tranquillamente gli \(80\text{-}100\,^{\circ}\text{C}\), la batteria rischia il fenomeno del thermal runaway, la fuga termica, con potenziale esplosione o sviluppo di gas tossici in caso di incendio. A questo si aggiunge che i circuiti integrati standard di una cassa da salotto non sono progettati per reggere quelle temperature: quindi anche a voler escludere il rischio batteria, l'elettronica cede comunque.
B. I diffusori audio dedicati per sauna, impianti fissi
Qui invece la musica in sauna si può fare, ma seguendo delle regole d'impianto precise:
- Alimentazione a bassissima tensione (SELV): i diffusori dentro la cabina devono funzionare solo a bassissima tensione di sicurezza, cioè al massimo \(12\ \text{V}\) in corrente alternata (AC) oppure \(30\ \text{V}\) in corrente continua (DC).
- Elettronica fuori dalla cabina: il modulo di alimentazione, il trasformatore e il vero e proprio ricevitore Bluetooth vanno installati all'esterno della cabina, ad esempio sopra il cappello della sauna o sulla parete esterna. All'interno passano soltanto i cavi delle casse, nient'altro.
- Resistenza termica e grado di protezione: i diffusori acustici montati dentro la cabina devono avere un grado di protezione minimo IPX4 (protetti dagli spruzzi d'acqua) e una marcatura di resistenza alle alte temperature, in genere per temperature \(T \ge 125\,^{\circ}\text{C}\).
3. Le 3 zone termiche della sauna e dove installare i componenti
La CEI 64-8/703, allineata alla norma internazionale IEC 60364-7-703, suddivide la cabina in tre zone termiche (lo schema in vigore dal 2004, che ha sostituito il precedente modello a quattro zone), ed è fondamentale saperle riconoscere per capire dove si può mettere un punto luce, una cassa SELV o qualsiasi altro componente. Ecco lo schema che uso sempre in cantiere:
| Zona | Estensione / Posizione | Temperatura tipica | Cosa si può installare |
|---|---|---|---|
| Zona 1 | Ingombro della stufa / riscaldatore: dal pavimento al lato freddo dell'isolamento del soffitto, entro \(0,5\ \text{m}\) dalla superficie della stufa | Molto elevata | Solo i componenti appartenenti alla stufa stessa |
| Zona 2 | Esterna alla Zona 1, da terra fino a \(1,0\ \text{m}\) d'altezza | Più mite, \(40\text{-}50\,^{\circ}\text{C}\) | Nessun requisito speciale di resistenza al calore, ma serve comunque grado IPX4. È la zona consigliata per montare le casse audio SELV |
| Zona 3 | Esterna alla Zona 1, oltre \(1,0\ \text{m}\) da terra fino al lato freddo dell'isolamento del soffitto | Elevata, \(70\text{-}100\,^{\circ}\text{C}\) e oltre | Solo apparecchi con adeguata resistenza al calore, ad esempio corpi illuminanti resistenti fino a \(125\,^{\circ}\text{C}\) |
Lo schema precedente, ancora citato in alcune fonti non aggiornate, prevedeva una quarta zona in prossimità del soffitto dedicata ai soli sensori della stufa: da tempo questa distinzione è stata assorbita nella Zona 3, quindi in fase di progettazione e verifica va sempre usato lo schema a tre zone attualmente vigente.
G. Guzzi - La Norma Elettrica


