Impianti Elettrici nei Locali con Vasca da Bagno o Doccia: le Zone di Rispetto CEI 64-8
Pubblicato il: Agosto 2026
Acqua ed energia elettrica non vanno d'accordo, e in un bagno l'acqua c'è sempre: sul pavimento, sulle pareti, addosso a chi fa la doccia. Per questo la normativa impone una distanza di sicurezza tra le due, misurata con precisione attraverso le cosiddette zone di rispetto. In questo articolo vediamo, in modo pratico e diretto, cosa prescrive la Sezione 701 della CEI 64-8 (9ª edizione, luglio 2024) per i locali con vasca da bagno o doccia: come si dividono le zone, cosa si può installare in ciascuna e quali sono gli errori che si vedono più spesso in cantiere.
- La Sezione 701 CEI 64-8 divide lo spazio attorno a vasca o doccia in 4 zone di rispetto (0, 1, 2, 3), ciascuna con regole proprie su apparecchi ammessi e grado IP minimo.
- Più ci si avvicina all'acqua, meno componenti si possono installare, e quei pochi devono rispondere a requisiti specifici.
- Le prese a spina ordinarie a 230 V sono vietate fino alla Zona 2 compresa: si possono installare solo in Zona 3, protette da differenziale con IΔn ≤ 30 mA.
- Il collegamento equipotenziale supplementare tra le masse estranee delle zone è obbligatorio e va sempre verificato in fase di progetto e collaudo.
1. Cos'è la Sezione 701 della norma CEI 64-8?
La Sezione 701 della CEI 64-8 stabilisce i requisiti di sicurezza elettrica per i locali che contengono una vasca da bagno fissa o una doccia. Divide lo spazio in quattro zone di rispetto — Zona 0, Zona 1, Zona 2 e Zona 3 — e per ciascuna stabilisce quali apparecchiature, prese, condutture e gradi di protezione IP sono ammessi, allo scopo di prevenire il rischio di folgorazione in ambienti ad alta umidità.
La logica di fondo è semplice: più ci si avvicina alla fonte d'acqua, meno componenti elettrici si possono installare, e quei pochi ammessi devono rispettare requisiti di protezione più stringenti.
2. Perché la norma parla di "locali con vasca o doccia" e non semplicemente di "bagni"?
Un punto che genera spesso confusione, anche tra addetti ai lavori: la CEI 64-8 non guarda alla destinazione catastale della stanza, ma alla presenza fisica di acqua e di un corpo umano bagnato. In pratica:
- Definizione basata sul rischio, non sulla planimetria: conta la presenza del pericolo — acqua e corpo scoperto o bagnato — non l'etichetta "bagno" sulla mappa catastale.
- Applicazione universale: una vasca idromassaggio in camera da letto, in una suite d'albergo o in un'area wellness genera esattamente le stesse zone di rispetto e le stesse restrizioni impiantistiche di un normale bagno con vasca o doccia.
- Il rischio decade fuori dalle zone: oltre il limite esterno della Zona 3, l'ambiente torna ad essere un "luogo ordinario" a tutti gli effetti, anche se ci si trova ancora fisicamente nella stessa stanza.
In altre parole: se in un ambiente c'è una vasca o una doccia fissa, le prescrizioni della Sezione 701 si applicano a prescindere da come quell'ambiente viene chiamato o catastato.
3. Le 4 zone di rispetto elettrico
Attorno a una vasca da bagno o a un piatto doccia tradizionale la norma individua quattro zone concentriche:
- Zona 0: il volume interno alla vasca o al piatto doccia.
- Zona 1: il volume sopra la vasca, fino a 2,25 m di altezza.
- Zona 2: una fascia orizzontale di 60 cm attorno alla Zona 1.
- Zona 3: una fascia orizzontale di ulteriori 2,40 m oltre la Zona 2.
Se il fondo della vasca o del piatto doccia si trova a più di 15 cm dal pavimento finito, l'altezza di 2,25 m della Zona 1 va misurata a partire dal fondo della vasca e non dal pavimento: in certi casi si arriva così fino a 2,40 m dal pavimento. Un dettaglio che vale la pena controllare prima di posizionare punti luce o interruttori vicino al soffitto del bagno.
Schema sintetico delle zone di rispetto (CEI 64-8, Sezione 701)
| Zona | Delimitazione geometrica | Grado IP minimo | Apparecchi e componenti ammessi |
|---|---|---|---|
| Zona 0 | Volume interno alla vasca o al piatto doccia | IPX7 | Solo apparecchi idonei all'uso in vasca, fissi e connessi in modo permanente, alimentati a SELV ≤ 12 V c.a. o 30 V c.c. |
| Zona 1 | Sopra la Zona 0, fino a 2,25 m dal pavimento finito. Include lo spazio sotto la vasca | IPX4 (IPX5 con getti d'acqua) | Scaldacqua elettrici, pompe per idromassaggio, ventilazione, apparecchi di illuminazione, apparecchi SELV/PELV ≤ 25 V c.a. o 60 V c.c. |
| Zona 2 | Fascia orizzontale di 60 cm attorno alla Zona 1, fino a 2,25 m di altezza | IPX4 (IPX5 con getti d'acqua) | Scaldacqua elettrici, illuminazione e riscaldamento in Classe I e II, idromassaggio in Classe I e II, prese rasoio con trasformatore d'isolamento incorporato |
| Zona 3 | Fascia orizzontale di 2,40 m oltre la Zona 2, fino a 2,25 m di altezza | Non specificato in modo esplicito dalla norma; in pratica si adotta almeno IPX4 per analogia con la Zona 2 | Prese protette da RCD con IΔn ≤ 30 mA, trasformatore d'isolamento o sistema SELV |
Sulla tensione SELV: la bassissima tensione di sicurezza rappresenta la soglia entro cui il rischio di folgorazione è considerato trascurabile. In Zona 0 sono ammessi solo apparecchi a tensioni molto basse; in Zona 1 il limite sale fino a 25 V c.a. o 60 V c.c. per gli apparecchi protetti da circuiti SELV/PELV.
4. Come cambiano le zone nelle docce senza piatto a filo pavimento?
Nelle docce senza piatto, a filo pavimento, la geometria cambia: la Zona 2 scompare del tutto e la Zona 1 viene ridefinita come un raggio di 1,20 m attorno al punto fisso di erogazione del soffione. Nel dettaglio:
- Zona 0: un volume alto 10 cm dal pavimento finito, con la stessa estensione orizzontale della Zona 1 (raggio di 1,20 m dal soffione fisso).
- Zona 1: dal 10 cm al 2,25 m di altezza, sempre entro il raggio di 1,20 m dal punto di fissaggio del soffione a parete o soffitto.
- Zona 2: assente.
- Zona 3: si estende per 2,40 m oltre il confine esterno della Zona 1.
Il raggio di 1,20 m resta comunque il riferimento da controllare prima di fissare qualsiasi componente a parete, anche quando la Zona 2 non c'è.
Doccia walk-in a filo pavimento con soffione fissato a 2 m di altezza. Se il punto luce a soffitto dista più di 1,20 m dal soffione, ricade già in Zona 3: può essere collegato con le normali regole di quella zona. Se invece dista meno di 1,20 m, rientra in Zona 1 e deve rispettare almeno IPX4 (o IPX5 in presenza di getti diretti).
5. Collegamento equipotenziale supplementare
Oltre alla scelta di apparecchi con il grado IP corretto, la Sezione 701 richiede un collegamento equipotenziale supplementare che unisca tutte le masse estranee accessibili delle Zone 0, 1, 2 e 3 — tubazioni metalliche di acqua calda e fredda, gas, scarichi, caloriferi — ai conduttori di protezione delle masse presenti in quelle zone.
Il collegamento equipotenziale supplementare è una delle misure fondamentali di protezione contro i contatti indiretti previste dalla norma. Va sempre verificato sia in fase di progetto sia in fase di collaudo, con tanto di misura di continuità: è uno dei punti più spesso trascurati nei bagni ristrutturati "a pezzi", dove magari si sostituisce solo la vasca o solo l'impianto idraulico.
6. Regole di cablaggio e posizionamento dei componenti
Alcuni criteri pratici utili in fase di installazione:
- Pulsante a tirante per allarme bagno: la scatola di supporto del tirante va montata a un'altezza da terra superiore a 2,40 m, così da restare fuori dalle Zone 1 e 2 anche in presenza di piatti doccia rialzati di 15 cm o di future ristrutturazioni.
- Vano sotto la vasca da bagno: per la CEI 64-8 è considerato Zona 1 a tutti gli effetti. Le connessioni per l'idromassaggio devono avere protezione minima IPX4 ed essere accessibili solo con l'uso di un attrezzo.
- Interruttori differenziali (RCD): tutti i circuiti a 230 V che alimentano apparecchiature nei locali con vasca o doccia devono essere protetti da un differenziale con corrente d'intervento IΔn ≤ 30 mA. Questo valore basta anche in presenza di vasca idromassaggio: non serve un differenziale da 10 mA.
Quanto installato va poi dichiarato nella Dichiarazione di Conformità ai sensi del DM 37/08, tuttora pienamente in vigore per la parte elettrica (le modifiche più recenti al decreto riguardano solo gli impianti elettronici e l'infrastruttura digitale degli edifici).
- "In Zona 3 non ci sono restrizioni." Falso: la Zona 3 ha comunque regole precise per le prese (protezione con RCD ≤ 30 mA, trasformatore d'isolamento o SELV). La norma non indica esplicitamente un grado IP minimo per questa zona, ma la prassi tecnica più prudente suggerisce comunque un grado di protezione adeguato, tipicamente IPX4.
- Trascurare il collegamento equipotenziale in una ristrutturazione parziale. Se si cambia solo la vasca o solo l'impianto idraulico, l'equipotenziale supplementare va comunque verificato: è un obbligo indipendente da cosa è stato effettivamente sostituito.
G. Guzzi - La Norma Elettrica


