Aggiungere il Cavo di Terra in un Tubo Corrugato Esistente (senza rompere i muri)
Pubblicato il: Agosto 2026
Capita spessissimo in cantiere: un impianto datato, magari solo con fase e neutro nei tubi, che va messo a norma aggiungendo il conduttore di terra. La buona notizia è che quasi sempre si può fare senza tirare giù un centimetro di intonaco, lavorando dentro ai tubi corrugati sottotraccia già esistenti. Serve però rispettare due cose in parallelo: le regole di dimensionamento della CEI 64-8 (9ª Edizione) per il cavo che stai infilando, e la cornice di sicurezza del DM 37/08 per l'intervento nel suo complesso. Vediamo passo per passo come muoversi, dalla scelta della sezione giusta fino alla tecnica pratica per far scorrere il cavo senza incastrarlo.
- Il PE deve avere la stessa sezione dei conduttori di fase, fino a 16 mm².
- Guaina obbligatoriamente giallo-verde (CEI UNEL 00722), stesso isolamento degli altri cavi nel tubo.
- Se il tubo è troppo stretto, si sfila tutto il fascio e si reinfila insieme al nuovo PE, invece di spingere il solo cavo di terra.
- Lavori sempre con l'impianto sezionato e verificato senza tensione (CEI 11-27).
- A fine intervento serve la Dichiarazione di Conformità (DiCo) di un installatore abilitato.
1. Che sezione deve avere il cavo di terra secondo la CEI 64-8
Il primo dubbio che viene a chiunque affronti questo lavoro è: che sezione do al PE? La risposta arriva dalla Tabella 54.3 della CEI 64-8, ed è più semplice di quanto sembri. Per tutte le sezioni dei conduttori attivi fino a \(16\,\text{mm}^2\), il cavo di terra deve avere la stessa sezione di fase e neutro della linea che stai servendo:
Quindi su una linea prese da \(2{,}5\,\text{mm}^2\) il PE sarà da \(2{,}5\,\text{mm}^2\), su un circuito luce da \(1{,}5\,\text{mm}^2\) il PE sarà anch'esso da \(1{,}5\,\text{mm}^2\), e così via. Oltre alla sezione, ci sono altri tre punti su cui la norma non lascia margine di interpretazione:
Isolamento. Il cavo PE che introduci deve avere lo stesso livello di isolamento dei cavi già presenti nel tubo: va benissimo un unipolare tipo FS17 o N07V-K, con tensione nominale \(450/750\,\text{V}\), conforme al Regolamento CPR.
Colore. Non ci sono alternative: guaina bicolore giallo-verde secondo la CEI UNEL 00722. Nessun altro colore è ammesso per il conduttore di protezione.
Terra condivisa tra più circuiti. Se nello stesso tubo passano più linee distinte, puoi tranquillamente posare un unico PE condiviso, a patto di dimensionarlo sulla fase con la sezione maggiore tra quelle presenti nel tubo, non sulla media o sulla più piccola.
2. Tabella pratica delle sezioni per tipologia di linea
Per non doverti rifare il calcolo ogni volta, ecco uno schema riassuntivo che puoi tenere a portata di mano in furgone, con anche il diametro minimo di tubo consigliato per far passare comodamente il fascio completo:
| Tipologia linea | Sezione fase/neutro | Sezione terra (PE) | Diametro tubo consigliato |
|---|---|---|---|
| Circuito luce (10 A) | \(1{,}5\,\text{mm}^2\) | \(1{,}5\,\text{mm}^2\) | min. 16 mm |
| Circuito prese (16 A) | \(2{,}5\,\text{mm}^2\) | \(2{,}5\,\text{mm}^2\) | min. 20 mm |
| Dorsale / carichi pesanti (20-25 A) | \(4\,\text{mm}^2 - 6\,\text{mm}^2\) | \(4\,\text{mm}^2 - 6\,\text{mm}^2\) | min. 25 mm |
3. La tecnica di infilaggio: come far passare il PE senza rompere i muri
Qui arriva il problema pratico vero. Nei tubi corrugati datati, spesso da 16 o 20 mm, con dentro cavi rigidi che occupano già buona parte della sezione, provare a spingere il solo cavo di terra con la sonda è quasi sempre un'impresa disperata: si incastra, tira, e nella peggiore delle ipotesi blocca tutto il fascio esistente. La procedura che funziona davvero è un'altra, e va fatta in ordine.
Primo: sezionamento in sicurezza. Prima di aprire una qualsiasi scatola di derivazione o presa, stacca l'interruttore generale dell'abitazione e verifica l'assenza di tensione con un multimetro, seguendo le indicazioni della CEI 11-27. Non è un passaggio facoltativo, nemmeno se "tanto si vede che è tutto spento".
Secondo: il rinfilaggio totale. Invece di aggiungere solo la terra accanto ai cavi vecchi, conviene usare la linea esistente stessa come traino. Si sfilano i cavi vecchi tirando con loro una sonda passacavi professionale, e poi si reinfila l'intero fascio completo — fase, neutro e il nuovo PE — tutto insieme, in un'unica passata. È più lavoro all'inizio, ma è di gran lunga il metodo più affidabile.
Terzo: il lubrificante giusto. Durante il traino serve abbondante gel passacavi specifico a base d'acqua sui conduttori. Non usare mai sapone da piatti o detersivi domestici: sembrano funzionare lì per lì, ma con il tempo essiccano e formano una specie di colla che blocca i cavi nel tubo in modo permanente.
Quarto: la testa a scalino. Quando colleghi i cavi all'occhiello della sonda, sfalsa le punte di 2-3 cm l'una dall'altra e nastrale creando un profilo conico, a fagotto affusolato. Questo piccolo accorgimento evita che il nodo si incastri nelle pieghe interne del corrugato, che sono quasi sempre il vero punto critico del traino.
- Usare sapone da piatti o detersivi come lubrificante per il traino: essicca e blocca i cavi nel tubo in modo definitivo.
- Spingere il solo cavo di terra accanto ai conduttori esistenti invece di rinfilare tutto il fascio: è la causa più comune di incastri e cavi spezzati.
- Dimensionare il PE condiviso sulla fase più piccola presente nel tubo invece che su quella più grande.
- Lavorare senza sezionare l'impianto e senza verificare l'assenza di tensione con il multimetro.
- Dichiarare finito il lavoro senza il test di continuità del PE e la verifica di coordinamento con il differenziale.
4. Tubo ostruito o schiacciato: cosa fare senza rompere i muri
A volte la sonda si blocca e, per quanti tentativi si facciano, non c'è verso di sfilare i cavi esistenti: magari il tubo è schiacciato in un punto, o semplicemente troppo vecchio e deformato. In questi casi l'alternativa a norma, che comunque non comporta opere murarie, è posare la linea mancante con un battiscopa cavi o una canalina portacavi a vista, scegliendo un grado di protezione adeguato (ad esempio IP40 per ambienti interni normali).
5. Gli adempimenti da non dimenticare (DM 37/08)
Attenzione: aggiungere il conduttore di protezione a un impianto esistente non è un ritocco informale, è a tutti gli effetti un intervento di manutenzione straordinaria o modifica parziale ai sensi del DM 37/08. Questo comporta tre obblighi concreti a fine lavoro: la verifica della continuità del PE, il test di coordinamento con l'interruttore differenziale (il "salvavita"), e il rilascio della Dichiarazione di Conformità (DiCo) da parte di un installatore abilitato. Senza questi tre passaggi, il lavoro tecnicamente non è finito, anche se i cavi sono tutti al loro posto.
G. Guzzi - La Norma Elettrica


