Selettività Magnetotermica e Differenziale: Guida Aggiornata alla CEI 64‑8 Nona Edizione 2024
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Selettività Magnetotermica
L'argomento selezionato per Te in questo numero di NormaNews riguarda la selettività differenziale e magnetotermica. Una mini guida operativa indispensabile per progettare e installare impianti elettrici capaci di isolare tempestivamente il guasto senza compromettere l'intera struttura. La continuità di servizio è un pilastro fondamentale dell'impiantistica moderna, fortemente ribadito dalla nona edizione della norma CEI 64‑8, in vigore dal 1° novembre 2024. Garantire la selettività magnetotermica significa assicurare che, in caso di sovraccarico o cortocircuito, si apra esclusivamente l'interruttore posto immediatamente a monte del guasto, lasciando alimentato il resto del sistema.
Per realizzare un corretto coordinamento contro i cortocircuiti tra interruttori modulari (MCB), i progettisti e gli installatori devono analizzare l'energia specifica passante. La selettività energetica si ottiene solo se l'energia totale lasciata passare dall'interruttore a valle è inferiore all'energia di pre-arco dell'interruttore posto a monte.
Nelle applicazioni pratiche di cantiere si seguono tre macro-regole fondamentali:
- Rapporto delle correnti nominali: tra l'interruttore a monte e quello a valle deve esserci un rapporto minimo di almeno 1,6 per gli sganciatori elettronici e fino a 2 o superiore per i tradizionali interruttori termomagnetici modulari.
- Coordinamento delle curve di intervento: è consigliabile utilizzare curve differenti per ampliare la zona di selettività amperometrica. Ad esempio, installando un interruttore generale con curva D (o C a gradazione più alta) e interruttori terminali con curva C o B.
- Classe di limitazione energetica: utilizzare sempre dispositivi a monte dotati di classe di limitazione elevata (Classe 3), verificando sulle tabelle di coordinamento fornite dai costruttori il limite di corrente di cortocircuito fino al quale la selettività è totalmente garantita.
Selettività Differenziale (RCD)
La selettività verticale tra interruttori differenziali evita il fastidioso blackout totale dell'abitazione o dell'edificio a causa di un guasto a terra localizzato su una singola linea terminale. Per ottenere un perfetto coordinamento totale (sia amperometrico che cronometrico), la norma CEI 64‑8 nona edizione prevede il rigoroso rispetto di tre vincoli fisici:
- Coordinamento delle correnti (amperometrico): la corrente nominale differenziale dell'interruttore posto a monte deve essere almeno 3 volte superiore rispetto a quella dell'interruttore posizionato a valle (art. 536). Ad esempio: differenziale a monte da 300 mA e differenziali terminali da 30 mA.
- Coordinamento dei tempi di intervento (cronometrico): l'interruttore differenziale posizionato a monte deve essere tassativamente di tipo Selettivo (lettera S). I dispositivi di tipo S possiedono un ritardo intenzionale all'intervento che permette al differenziale istantaneo a valle di estinguere il guasto prima che intervenga quello generale.
- Coordinamento dei tipi di onde (A – B – F): bisogna prestare attenzione alla tipologia costruttiva. Un differenziale a monte deve sempre essere di tipo uguale o superiore rispetto a quelli a valle (es. monte Tipo B, valle Tipo F o A) per evitare il fenomeno dell'accecamento del differenziale causato dalle correnti di guasto in corrente continua.
Le Novità della Nona Edizione CEI 64‑8 (2024) sulla Selettività
La nona edizione, in vigore dal 1° novembre 2024, introduce aggiornamenti rilevanti che chiunque operi nel settore deve conoscere. Di seguito le tre modifiche principali che riguardano la selettività differenziale.
1. Alternativa al Tipo S: il dispositivo ARD
La nona edizione formalizza un'alternativa al differenziale di tipo S per garantire la continuità di servizio a monte. L'interruttore generale, qualora sia differenziale, deve essere selettivo nei confronti degli interruttori differenziali a valle oppure essere dotato di ARD (Automatic Reclosing Device – dispositivo di richiusura automatica, conforme CEI EN 50557). L'ARD non garantisce la continuità in senso stretto, ma assicura il ripristino automatico dell'alimentazione dopo uno scatto, riducendo i tempi di interruzione.
2. Raccomandazione Tipo F per lavatrici e condizionatori
La norma aggiorna la raccomandazione sui tipi di differenziale per i circuiti dedicati agli elettrodomestici con inverter. Al capitolo 37.4 (Quadro di Unità Abitativa), la nona edizione sostituisce il precedente consiglio di usare il Tipo A con una raccomandazione esplicita al Tipo F, più adatto a rilevare le correnti differenziali composite generate dagli inverter monofase presenti in lavatrici e condizionatori fissi moderni.
3. Obbligo di suddivisione su almeno 2 circuiti differenziali
Per garantire un livello sufficiente di continuità di servizio, la nona edizione prescrive che la protezione differenziale debba essere suddivisa su almeno 2 circuiti indipendenti. Un unico interruttore differenziale che protegge l'intera utenza non è più considerato soluzione adeguata nei nuovi impianti e nei rifacimenti completi.
| Punto tecnico | Stato vs CEI 64-8:2024 |
|---|---|
| Principi selettività magnetotermica (energia passante, rapporti, classi) | ✓ Conforme |
| Rapporto correnti differenziali: IΔn monte ≥ 3 × IΔn valle (art. 536) | ✓ Conforme |
| Differenziale tipo S a monte per coordinamento cronometrico | ✓ Conforme |
| Caso pratico (300 mA S + verifica RA) | ✓ Conforme |
| Tipo A raccomandato per lavatrici/condizionatori | ⚠ Aggiornato: la IX Ed. 2024 raccomanda il Tipo F |
| Alternativa ARD/dispositivo di richiusura automatica al tipo S | ⚠ Novità: integrata dalla IX Ed. 2024 |
| Suddivisione protezione differenziale su almeno 2 circuiti | ⚠ Novità: prescrizione introdotta dalla IX Ed. 2024 |
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Risultati del Quiz
IL CASO PRATICO
Scatto intempestivo del generale in un ufficio commerciale
Il problema: ogni volta che si verificava un leggero isolamento difettoso sulla linea delle prese della cucina (macchina del caffè), si registrava lo sgancio intempestivo dell'interruttore generale del centralino, bloccando l'attività dei PC e del server aziendale.
Guasto: durante il sopralluogo tecnico si è riscontrata l'assenza di selettività verticale. L'installatore precedente aveva posizionato come interruttore generale un differenziale standard istantaneo da 30 mA, e a valle altrettanti differenziali istantanei da 30 mA a protezione dei singoli circuiti. Due differenziali identici in serie non garantiscono alcuna selettività: lo scatto avviene in modo casuale o contestuale su entrambi.
Soluzione per il tecnico: è stata rifatta la struttura del quadro elettrico rimuovendo il differenziale generale da 30 mA istantaneo. Al suo posto è stato installato un interruttore differenziale puro da 300 mA di tipo S (Selettivo), mantenendo i differenziali istantanei da 30 mA sulle linee terminali. In questo modo è stato rispettato il corretto rapporto amperometrico (300 mA ≥ 3 × 30 mA) e il coordinamento cronometrico, garantendo la totale continuità operativa della struttura.